Pacentro

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Home Arte e storia Giuseppe Avolio (1883-1962), artista della terracotta

Giuseppe Avolio (1883-1962), artista della terracotta

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Imprimendo alla versatilità ed abilità congenita dei pacentrani la 'forma estetica', l’opera del ‘mastro’ rappresenta il punto di partenza imprescindibile per l’esperienza estetica e per la storia artistica del paese. Le creazioni del maestro Avolio non devono per questo essere considerate semplici manufatti, ma 'opere d'arte' a tutti gli effetti.

Grande pittore (alcuni suoi dipinti sono conservati nelle chiese pacentrane, come la tela raffigurante il Corpus Domini nella Sacrestia della Chiesa Madre e il 'santo' nella chiesa di San Marcello), egli è soprattutto ricordato e noto come il geniale creatore di ‘mammuccije’ abruzzesi. xxxxxVere e proprie opere d’arte, i ‘mammuccije’ si trovano esposti nei musei (primo fra tutti il Museo Genti d'Abruzzo di Pescara), in molte chiese abruzzesi (dove si conservano anche statue di santi, come quella di S. Alfonso in Scanno) e in prestigiose collezioni private (merita di essere ricordato il presepe donato al principe Umberto di Savoia nel 1938 in occasione di una mostra d’artigianato tenuta a Napoli).

Nato il 12 ottobre del 1883, Giuseppe Avolio apparteneva ad una famiglia votata all'arte. Suo padre aveva già una bottega, mentre suo fratello Luigi (morto negli Stati Uniti) fu addirittura allievo del grande pittore Teofilo Patini (Castel di Sangro 1840 – Napoli 1904). E' in questa atmosfera artistica familiare che Peppino Avolio ha sviluppato l'attenzione al particolare, che caratterizza ogni vero artista. Così dagli inizi del novecento, il giovane Peppino frequenta assiduamente Piazza Maggiore in Sulmona nell'intento di abbozzare, nei giorni di mercato, quanti più costumi possibili delle diverse genti della Valle Peligna e della Val di Sangro. Dall'elaborazione di questi schizzi nasceranno gli stampi delle statuine del presepe, che si affermeranno ben presto in Abruzzo, anche grazie all'opera decisiva dei 'collaboratori' del maestro. In particolare, bisogna ricordare Concezio Gasbarro e don Luigi, detto l' “ebreo”, i quali avevano il compito di vendere i 'mammuccije' nei paesi noti e meno noti d'Abruzzo durante le feste patronali.

Ma il ricordo del maestro si fa più vivo e sentito quando passiamo al secondo dopoguerra. Molti pacentrani ricordano benissimo le lunghe giornate di lavoro alla bottega del maestro, situata in via Roma, subito dopo l'arco di piazza de Gli Aringhi. Per accedere alla bottega, una volta entrati a casa, accolti dalla zia Carlina (moglie del 'mastro'), bisognava scendere due rampe di scale, al termine delle quali si apriva una sala lunga 12 metri e larga 5. Lungo le pareti si stendeva, da un lato, il basso tavolo da lavoro, dove trovavano posto i molti ragazzi pacentrani, mentre, dall'altro lato, si trovava il tavolo del 'mastro' e la grande fornace, il cui fumo, unito a quello dei bracieri invernali, posti sotto il lungo tavolo, rendeva irrespirabile l'aria e dipingeva di color fuliggine le pareti e l'alto soffitto. Una piccola finestra, posta tra il tavolo e la fornace, permetteva l'accesso alla terrazza dove, durante l'estate, si svolgeva l'attività lavorativa. Per tutto l'anno, dalle otto a mezzogiorno e dal primo pomeriggio fino a sera (scuola permettendo!), l'apprendimento andava di pari passo con la produzione artistica, così come l'allegria dei ragazzi si intrecciava col rigore bonario del 'mastro', aiutato dalla figlia Olga. Ci si alternava continuamente sia per imparare l'arte sia per creare le statuine del prossimo Natale. Durante il periodo natalizio, indubbiamente il più bello dell'anno, il 'mastro' era solito far recitare il Rosario e al termine di ogni (stazione) i ragazzi intonavano la canzone 'Tu scendi dalle stelle'. 'Mastro' Avolio era un uomo molto religioso e penso che la sua arte ne sia la più chiara espressione. ddGiuseppe Avolio è morto il 5 aprile del 1962 ed ora riposa nel cimitero di Pacentro nella cappella di San Carlo.

Dei suoi ragazzi, oggi 'vecchietti', tutti ne hanno conservato il ricordo, molti sono emigrati all'estero, solo pochi ne hanno continuato l'arte. Tra questi ultimi vanno ricordati lo scomparso Pasquale Ramunno (autore del 'cavallo' in via Madonna del Loreto) e Carlo Rubino (oggi docente d'arte all'Università dell'Ohio negli Usa), nonché i nostri amici Marco Angelilli e Renato Lucente, ai quali va il mio ringraziamento per le preziose informazioni su 'mastro Avolio'.

 
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