Pacentro

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
Home Arte e storia Diego Prado Y Tovar (1570-1650 c.). Un esploratore a Pacentro.

Diego Prado Y Tovar (1570-1650 c.). Un esploratore a Pacentro.

Email Stampa PDF

fIn una dedica a Pompeo Colonna, principe di Gallicano si legge : “ PACENTRO , 22 Settembre 1645”. L’autore della piccola commedia “HIR BUSCANDO A QUIEN ME SIGUE” (In cerca di chi mi segua) è un ex capitano della marina spagnola divenuto poi monaco dell’ordine di san Basilio. Diego Prado y Tovar dedica il suo lavoro al Principe Colonna che era anche conte di … Pacentro. L’opera è ambientata in Spagna. Nel contenuto e nello stile ricalca le commedie di cappa e spada del Siglo de Oro, in cui le signore infagottate volteggiano nei loro ampi movimenti e i cavalieri sfoderano le loro lame scintillanti. Nel lavoro sono presenti anche elementi della Commedia dell’Arte, con il solito “Pantalone” che vuole accasare la figlia con un ricco signore mentre lei, secondo il canovaccio, è costretta a fuggire di casa per raggiungere il suo amato. Non mancano sulla scena servi intriganti che richiamano le figure di Arlecchino, Crispino e Colombina. Costoro accompagnano senza riserve le peripezie dei protagonisti con battute sferzanti e colorite. Tutto si risolve per il meglio grazie all’intervento del provvidenziale, magnanimo nobiluomo. La commedia esalta il senso dell’onore, dell’amicizia, della lealtà, il tutto espresso in versi apperezzabili e multiformi: sonetti, strofe in ottave o di 5 e 10 versi, romanze, rondò etc. L’autore fa uso di una lingua mordace e tesse trame non sempre facili da poter interpretare ai nostri giorni. Nell’insieme risulta un’opera abilmente costruita, dilettevole.

L’ ex capitano Diego Prado Y Tovar, ora monaco dell’ordine di san Basilio, confessa che il suo lavoro è dovuto alla “ociosidad en que me he hallado en estos tiempos”(oziosità in cui mi sono venuto a trovare in questi tempi). Il suo non può essere certo il lavoro di una breve vacanza a Pacentro, ma è legittimo pensare che l’abbia portata a termine durante una permanenza nel paese. La vita antecedente dell’autore lo aveva visto impegnato in ben altre imprese.

fAll’inizio del 1605, per incarico del re di Spagna, una spedizione composta da tre navi, al comando del portoghese Pedro Fernandez de Quiròs, intraprendeva un viaggio di esplorazione dei mari del sud. All’isola dello Spirito Santo la spedizione si separò in seguito a incomprensioni, rivolte e ammutinamenti. Qualcuno sostiene anche per insubordinazione dello stesso capitano Diego Prado y Tovar. Quiròs decideva allora di tornare in America. Il 20 luglio 1606, per volere dello stesso re Felipe III, la nave spagnola san Pedrico, unica superstite della primitiva spedizione, salpava dalle isole Salomone diretta a Manila. Al comando vi erano i capitani Diego Prado y Tovar, cartografo e navigatore, e Luis Vàez de Torres. Una improvvisa tempesta li costringeva a passare a sud della Nuova Guinea, anziché seguire la consueta rotta del nord. La costa meridionale della nuova Guinea era allora sconosciuta agli europei. Riunendo per l’ inaspettata circostanza l’intero equipaggio, Diego Prado y Tovar, in nome del re, prendeva ufficialmente possesso del territorio scoperto, pronunciando con solennità le seguenti parole: “Siate miei nobili testimoni, e fedeli servitori del re nostro signore, che io don Diego de Prado, suo capitano prendo possesso dell’intera terra scoperta…”. Proseguendo il viaggio in cerca del mare aperto, il 10 ottobre 1606 Diego de Prado e Vàez de Torres passarono per uno stretto che credevano fosse un varco tra due isole. Oggi sappiamo che quella a destra (estribor) era l’odierna Prince of Wales, e quella di sinistra ( babor) la “terra australis incognita”. Fu così che Diego Prado y Tovar, il capitano Vàez de Torres e il loro equipaggio furono i primi europei a porre lo sguardo sull’Australia, così chiamata in omaggio alla Casa d’Austria, cui apparteneva il re di Spagna. Sebbene inconsapevolmente, avevano scoperto il grande subcontinente australiano, precisamente l’estremità della Penisola di York (Queensland). Lo stetto infatti porta ora il nome di Torres. Giunti a Manila Diego Prado si accommiata dal compagno di viaggio Luis Vàez de Torres e riprende il cammino di rientro in Spagna.Dopo una breve permanenza a Goa, da dove invia due lettere alla corte e al re fornendo ragguagli sulle sue scoperte, don Diego risale lo stretto di Ormuz unendosi ad una carovana di mercanti veneziani. Passando per Aleppo costoro lo conducono a Venezia. Da lì prosegue il suo viaggio giungendo alla corte di Spagna nel 1614. Consegna la sua “Relaciòn Sumaria”, la più dettagliata descrizione di quel viaggio avventuroso che aveva avuto inizio da Callao in Perù, sotto la guida del capitano De Quiròs. All’atto di archiviazione della Relaciòn il funzionario addetto aggiunse all’inizio di essa le seguenti parole: “Scoperta della terra australe cui diede inizio Pedro Fernandez de Quiròs e che portò a termine don Diego de Prado che poi divenne monaco di San Basilio”. La “Relacion Sumaria”, che il villeggiante nel nostro paese consegnò al re dopo il suo rientro, sarebbe servita poi al capitano James Cook (più di un secolo e mezzo dopo, nel 1770) nella sua impresa di cartografare l’isola di Terranova e realizzare il primo contatto con la costa sud-orientale dell’Australia. Il capitano Cook ammetteva che altri prima di lui avevano visitato quelle terre.

In preda ad una profonda crisi esistenziale, dovuta ad anni di tribolazioni, sofferenze e privazioni, il capitano Diego decide di abbracciare la vita religiosa. Entra nell’ordine di san Basilio, appena fondato nel 1610. Nella cappella di Nuestra Senora de la Buena Ventura, nella chiesa di san Basilio Magno a Madrid, si può tuttora ammirare la bandiera che Prado issò durante quel famoso viaggio. La relazione di don Diego col principe di Gallicano, conte di Pacentro, può essere legata al fatto che, durante la permanenza in Italia, don Diego facesse recapito a Palestrina, sede italiana del Convento dei monaci di san Basilio. Nella stessa cittadina laziale, il Palazzo Colonna Barberini era anche la residenza del principe di Gallicano. La comune passione per le lettere e per il teatro avrà favorito l’incontro dei due personaggi e il principe avrà offerto al monaco una vacanza a Pacentro. Il perché della commedia dedicata dall’autore a colui che era diventato il suo protettore si spiega con la personalità particolare del principe.

(autore Raffaele Garofalo)

 
Banner
Come poter usufruire dei servizi offerti dallo sportello unico per le attività produttive. Tutte le informazioni su normative vigenti, modalità di presentazione delle pratiche e promozione del territorio.

Sportello telematico

Pubblicazioni matrimonio

Albo pretorio

Contatti utili

Che tempo fa?

hai inserito un codice WOEID inesistente. Vai qui Yahoo Weather Channel e cerca la tua citt tramite nome o CAP. Troverai il codice WOEID relativo alla tua citt, nella parte finale della barra degli indirizzi del browser.Il codice WOEID dovr essere inserito nel modulo mod_js_weather all'interno dell'interfaccia di amministrazione di Joomla.
hai inserito un codice WOEID inesistente. Vai qui Yahoo Weather Channel e cerca la tua citt tramite nome o CAP. Troverai il codice WOEID relativo alla tua citt, nella parte finale della barra degli indirizzi del browser.Il codice WOEID dovr essere inserito nel modulo mod_js_weather all'interno dell'interfaccia di amministrazione di Joomla.